Il numero guida (NG)

     Dopo aver visto quali diversi tipi di flash offre il mercato, vediamo di capire come funzionano e quali grandezze li caratterizzano.

I flash come tutti sappiamo hanno una lampada che si accende ed ogni lampadina, compresa quella di casa, ha una sua potenza. Quella del flash non fa eccezione, quindi ha una sua potenza che non cambia, è fissa e quindi l'intensità del lampo che viene emesso dipende da quanto tempo teniamo accesa questa lampada. La durata del lampo è "sinonimo" (notare le virgolette) di intensità del lampo.

Ma cosa c'è dentro un flash? Come facciamo a far accendere questa lampada? La lampada deve ricevere un'energia che viene fornita dalle batterie ma non direttamente, infatti queste caricano un condensatore, che scaricandosi accende la lampada. Il condensatore è da intendersi come una scatola, che è in grado di contenere l'energia che serve per accendere la lampada e flashare quando richiesto. Quando emettiamo un lampo, a seconda di quanto lo vogliamo far durare, il condensatore si scarica più o meno intensamente e prima di poter scattare di nuovo, dobbiamo aspettare che si sia ricaricato (almeno fino ad un certo livello). Più abbiamo sparato un lampo lungo e più dovremo aspettare perché il condensatore si ricarichi.

L'energia che può essere contenuta in un condensatore e rilasciata al momento dello scatto di un flash è espressa in Watt al secondo (W/s), flash più potenti hanno questo rapporto più alto, flash meno potenti sono invece caratterizzati da un rapporto più basso.
Un flash molto potente è ad esempio il Prolight Equipment S/1000 che ha una potenza di 1kW/s, indubbiamente un valore molto alto.

Questa prima grandezza, l'energia che può liberare un condensatore di un flash, permette già di classificare i flash stessi, identificando i più potenti e i meno potenti. Ma i W/s sono qualcosa di piuttosto scomodo da usare e soprattutto non vengono detti sempre in modo esplicito dal costruttore, che preferisce usare un altro indicatore, che si chiama Numero Guida (NG)
Va subito detto che sebbene da un lato il NG aiuti a classificare i flash "al volo", capirlo non è così immediato come capire il significato dell'energia in W/s. La prima cosa che va chiarita è che il NG è una misura della luce ed in particolare indica quanta luce viene riflessa indietro dal soggetto posto ad una certa distanza dal flash ed è una misura riferita alla luce emessa da un singolo flash.
Il NG come dice la parola stessa è un numero, quindi ad esempio può esserci un numero guida di 30 oppure di 35 o 50 e così via. Ma questo numero ha delle precise condizioni, cioè non basta dire 35 come numero guida, bisogna circostanziarlo alle condizioni di misura, infatti devono essere specificati sia gli ISO che la lunghezza focale cui si sta effettuando la misura della luce. Quindi possiamo avere per il Canon 430-EX un numero guida di 43 a 105mm ed ISO100, non basta quindi dire semplicemente 43.
Per il NG esiste una vera e propria tabella, che ad esempio Nikon riporta con dovizia di particolari nel manuale d'uso del flash SB800, per il quale è  la seguente:


Come si nota il NG cresce al crescere dei millimetri. Cerchiamo di capire perché, facendo un paragone tra la luce del flash e l'acqua. Prendiamo una cipolla da doccia con getto regolabile. Apriamo al massimo il rubinetto e apriamo tutti i fori della cipolla. L'acqua coprirà una superficie ampia e il getto avrà una certa "intensità". Aiutiamoci con una bruttissima figura che però spiega bene il tutto:

Se fate la doccia con la cipolla aperta come ben immaginate il flusso d'acqua è dolce, perché la quantità di acqua che esce dal rubinetto viene suddivisa in tutti i fori su una superficie ampia. 
Se invece immaginiamo di chiudere dei fori, lasciando sempre il rubinetto aperto al massimo, avremo che stavolta l'acqua uscirà dalla cipolla coprendo una superficie più piccola e conseguentemente il suo getto sarà più forte, più intenso:

Facendo la doccia in questo caso l'acqua è ben più forte sulla vostra testa.

Ora torniamo al nostro flash. Se usiamo una focale corta per scattare, come ad esempio 24mm, sappiamo che questa coprirà un ampio angolo di campo e quindi la luce del flash dovrà arrivare su una superficie ampia, come nel caso della cipolla della doccia tutta aperta. La sua intensità quindi non è enorme e questo ci fa suggerire che non ce la farà a coprire distanze siderali. Dovendosi distribuire su una superficie ampia, mano a mano che ci si allontana dal flash stesso l'intensità sarà calata notevolmente. 
Se invece prendiamo una focale di 105mm, quindi un angolo di campo più stretto, siamo nel caso della cipolla della doccia con pochi fori aperti e quindi con l'acqua che esce con una maggiore intensità. La luce del flash quindi non si deve distribuire su una superficie ampia e "ce la fa" ad arrivare più lontano.
Apro una parentesi su cosa significa impostare una certa lunghezza focale sul flash, se impostiamo una lunghezza focale corta avremo la lampada che verrà avvicinata il più possibile al vetrino del flash (quello da cui esce la flashata), mentre se impostiamo una focale lunga, la lampada viene allontanata dal vetrino del flash. Questo perché a 24mm bisogna coprire una superficie ampia, se si mettono 105mm stretta e questo allontanamento della lampada dal vetrino del flash, permette di stringere il fascio su un'area più piccola.

Se ora confrontiamo il comportamento della luce con i numeri guida forniti cortesemente da Nikon, scopriamo che a 100ISO:
- 24mm: NG = 30
- 105mm: NG: 56

Ma se prima abbiamo detto che a 105mm la luce "ce la fa" ad arrivare più lontano, allora significa che il numero guida dà un'idea della distanza che possiamo illuminare con il flash. Infatti il numero guida a 105mm è più alto di quello a 24, quindi anche il numero guida segue questo aumento di distanza cui arriva la luce, crescendo col suo valore. Ed infatti così è, se snoccioliamo la formula matematica del numero guida abbiamo che questo è dato da:
NG = Distanza * Diaframma

Quindi il numero guida ha un rapporto ben preciso con la distanza ed immaginando di lavorare a diaframma costante, se un flash ha un numero guida maggiore dell'altro, coprirà una distanza maggiore. 
Visto che nella formula compare il diaframma, e c'era da aspettarselo visto che è un elemento fondamentale nell'esposizione, con le formule equivalenti possiamo calcolare quale diaframma usare per illuminare in soggetto a 3 metri con un numero guida pari ad esempio a 45, oppure a che distanza piazzare il soggetto per fare una foto con un flash a numero guida 50 e diaframma f/8.

Manca un'ultima cosa da valutare, che è legata agli ISO. Infatti fino ad ora abbiamo visto che tutte le indicazioni di NG riportate sono riferite ad ISO100, ma mica è detto che si lavori per forza a questa sensibilità. Ci chiediamo allora, cosa cambia se vario la sensibilità?
Esiste una scala ben precisa per ricavare il NG del flash al variare della sensibilità e ringraziando sempre il manuale di istruzioni del Nikon SB800, la riportiamo comodamente di seguito:


Come si nota, all'aumentare della sensibilità, aumenta il NG. C'era anche qui da aspettarselo, perché la macchina (il sensore) diventa più sensibile alla luce e quindi il lampo che emette il flash viene "visto  meglio". Il sensore è in grado di percepire la luce del flash ad ISO1600 a distanze maggiori di ISO100 perché è più sensibile alla luce stessa. Ecco perché il numero guida aumenta ed in ipotesi di diaframma costante, aumenta la distanza coperta dalla luce del flash. La luce del flash si attenua man mano che ci aumenta la distanza, non è che sparisce di colpo e quindi un sensore più sensibile, scusate il gioco di parole, è in grado di vedere anche una luce più attenuata.
Se la variazione di ISO la consideriamo in rapporto al diaframma, se abbiamo il soggetto da riprendere sempre a 3 metri da noi, se raddoppiamo la sensibilità del sensore ad esempio da 200 a 400ISO, sappiamo che servirà meno luce per illuminare allo stesso modo il soggetto nel caso della sensibilità maggiore e quindi il nostro diaframma dovrà chiudersi, passando ad esempio da f/8 ad f/11. Usando un SB800, 24mm e soggetto a 3 metri, le formule infatti ci dicono che:

ISO 200:
Diaframma = NG/Distanza --> Diaframma = 42/3 --> f/16 (approssimando allo stop)

ISO 400:
Diaframma = NG/Distanza --> Diaframma = 60/3 --> f/22 (approssimando allo stop)


Come abbiamo visto quindi ci sono due modi per misurare la potenza dei flash, la potenza al secondo, ovvero l'energia del flash garantita dal condensatore e il numero guida. Non si pensi che il numero guida è avulso dal condensatore, ovviamente maggiore è il condensatore e maggiore sarà il numero guida del flash.
Rapportare tra di loro grandezze è molto complicato e non credo onestamente abbia senso su questa piattaforma. Io stesso penso al NG di un flash e valuto se le distanza che può coprire basta per i miei scopi. Ho un SB800 come flash a slitta e con questo posso garantirmi coperture lusinghiere. Se ad esempio lavoro a 200ISO e 105mm come parabola ho un numero guida di 78,4. Immaginando di lavorare ad f/8 le formule mi dicono che la distanza che posso coprire è:

Distanza = NG/Diaframma --> Distanza = 78,4/8 --> 9,8 metri

e detto tra noi è una distanza di tutto rispetto, anzi rischia di essere anche eccessiva per la maggior parte degli usi...

Prima di chiudere vi propongo dei confronti sui numeri guida dei diversi tipo di flash per ISO100, prendendone uno per ogni tipologia:
- Flash Pop-Up Nikon D7100: 12
- Flash Nikon SB 910: 34 (a 35mm)
- Flash Metz 45 CL1: 45
- Flash Prolight Equipment S/600: 76

Come emerge dai numeri i flash integrati delle fotocamere sono i meno potenti, mentre i monotorcia alimentati a corrente elettrica a 220V, risultano essere i più potenti.

Nessun commento:

Posta un commento