Funzioni base di un flash a slitta

     Un flash a slitta è uno strumento molto versatile, che seppure con i suoi limiti, permette di avere sempre facilmente a disposizione un flash che ben si adatta a molti contesti diversi.
Ogni flash ovviamente si differenzia dagli altri in base alla marca e già molto cambia quando corpo macchina e flash sono della stessa marca, rispetto al caso di marche diverse.

Ci sono però delle funzioni che si possono considerare come basilari e disponibili praticamente su tutti i flash in commercio e le analizziamo di seguito.

MODALITA MANUALE
Questa è la modalità per eccellenza di flash, visto che da sempre tutti possono essere usati in modalità manuale. Lavorare in manuale significa poter scegliere la potenza con cui lavora il flash, scegliendo sulla scala di valori resa disponibile dal costruttore.
Generalmente il frazionamento è tanto più fitto quanto meglio è fatto il flash, anche se oggi sono tantissimi i flash che permettono di lavorare dalla massima potenza fino ad 1/128 della potenza, anche con frazionamenti di terzi di potenza.
Quando si sceglie questa modalità il flash obbedisce passivamente ai nostri ordini, vale a dire che quello che gli si dice, lui fa. Non ci sono automatismi, non ci sono interpretazioni, calcoli o altro. Gli si chiede di flashare con una certa durata del lampo e questo lui fa.
Il fotografo deve essere bravo da regolare il diaframma e la potenza del flash in base alla distanza del soggetto, oppure regolare la distanza se si vuole lasciare fisso il diaframma.

MODALITA TTL
I flash possono anche lavorare in modalità TTL, ovvero tramite il dialogo che si instaura con il corpo macchina, è possibile calcolare quanta luce serva, in base a quanta ne passa nella lente. Anche l'esposimetro è TTL, ovvero in base alla luce che passa nella lente, viene scelta la terna espositiva; il flash in modalità TTL fa una cosa simile, in base alla luce esposizione (se non si lavora in manuale o semiautomatico sulla reflex) e luce flash vengono calcolate sulla base della luce che entra nella lente.
E' molto comoda come modalità quando non si ha modo di riflettere e pensare alle regolazioni del flash, anche se come tutti gli automatismi, non è detto che sia sempre efficace, potrebbe infatti essere troppo bassa o troppo alta la flashata che viene emessa.
Va considerato che molto influisce la modalità di misura dell'esposizione. Partiamo dalla misurazione multizona o Matrix secondo Nikon. In questo caso se abbiamo in soggetto controluce e vogliamo dare un flash di schiarita, a seconda di quanto stringiamo sul soggetto, lasciando o eliminando lo sfondo luminoso, il flash sarà più o meno forte. In particolare più luce è compresa nel fotogramma alle spalle del soggetto e meno intenso sarà il lampo del flash, perché la macchina "vede" parecchia luce nella scena. Vice versa se riduciamo al minimo la parte luminosa, ecco che il flash sparerà un lampo più forte.
Analoga cosa vale per il semi spot e per lo spot, dove in quest'ultimo caso la situazione è ancora più evidente: tutto dipende da dove si misura, per determinare l'effetto sul lampo del flash.
Dopo lo scatto un sensore montato sul flash è in grado di misurare la luce riflessa dal soggetto, indicando se la flashata è stata adeguata o no. Generalmente il risultato viene indicato in EV di differenza rispetto al valore atteso, che può essere sia un valore negativo che positivo.

FLASH AUTOMATICO NON TTL
Tramite lo stesso sensore che misura la luce riflessa dopo lo scatto in modalità TTL, è possibile misurare in base alle condizioni di luce la flashata da emettere, senza necessariamente dover adottare il modo TTL, Nikon chiama ad esempio questa modalita "A".
Tramite il sensore sul flash viene misurata la luce di un lampo pilota riflessa dal soggetto e automaticamente viene controllata la durata del lampo per una corretta esposizione. Con questo sistema è facile compensare l’esposizione, semplicemente modificando l’apertura di diaframma.
Alcuni flash indicano sul display qual è il range di distanze che possono essere coperte dalle impostazioni introdotte, ovvero focale e diaframma. Ad esempio il Nikon SB800 per ISO100, f/5.6 ha un range di copertura in modalità automatica non TTL a 35mm che va da 0,6 fino a 6,7m
Anche qui dopo lo scatto viene fornito un feedback sulla luce che è stata emessa ed in particolare se si è lavorato a piena potenza e la luce non è stata sufficiente, di solito c'è un avviso, che può essere un led che lampeggia per un certo numero di secondi.


RIDUZIONE OCCHI ROSSI
Un flash emette un lampo che può finire sul fondo dell'occhio, ovvero sulla retina. Questo organo del nostro corpo è molto irrorato di sangue e quando è colpito dalla luce la riflette, colorandola di rosso (colore dato appunto dal sangue). Questo determina un colore rosso del centro della pupilla.
Gli occhi rossi possono essere combattuti allontanando il flash dal centro dell'obiettivo, ma a volte potrebbe non essere possibile. Sebbene i flash a slitta già riducano molto questo effetto, è possibile attivare una funzione che aiuta in questo scenario. 
La riduzione degli occhi rossi determina l'emissione di lampi prima dello scatto vero e proprio, che hanno lo scopo di far chiudere la pupilla dei soggetti ripresi, limitando la quantità di luce che arriva sul fondo dell'occhio.
Il suo funzionamento è relativo, nel senso che non è detto che si possa sempre ottenere l'effetto voluto. E' un tentativo di ridurre questo effetto, ma ad esempio in situazioni in cui la luce ambiente è molto bassa e gli occhi sono molto dilatati, essere investiti da anche una minima flashata può causare fastidio, lacrimazione e ottenere anche un effetto contrario.

SINCRONIZZAZIONE SULLA SECONDA TENDINA
I flash possono scattare sia come descritto finora, ovvero in sincronizzazione con la prima tendina, che con la seconda. questo determina, per scatti che hanno tempi di posa sufficientemente lunghi, un effetto ben diverso sulla foto. Nella sincronizzazione sulla prima tendina infatti il movimento viene congelato immediatamente, mentre nella seconda tendina viene congelato alla fine della foto.
In questo caso quindi il movimento avviene e poi si congela il soggetto con la flashata, quindi si ha un effetto di movimento dietro al soggetto.
Questa modalità come detto richiede tempi che siano sufficientemente lunghi, altrimenti non è visibile. Deve cioè poter avvenire un movimento da parte del soggetto.

SINCRONIZZAZIONE AD ALTA VELOCITA'
Alcuni flash a slitta permettono anche di effettuare una sincronizzazione del lampo con tempi di scatto impostati su macchina che sono più rapidi di quello sincro (ad es per Nikon 1/250). A seconda del modello e della marca è possibile usare questa funzione in modo diverso.
Ad esempio Canon permette di realizzare l'HSS (High Speed Sync) direttamente dal flash, mentre Nikon permette di attivare questa funzione da macchina fotografica, se previsto dalla reflex.
Questa particolare funzione fa sì che il flash emetta più lampi, che seguono il periodo delle due tendine. Il flash però non può fare miracoli e sebbene questo permetta effettivamente di usare tempi rapidi, la potenza massima che il lampo può emettere scende ad 1/8 del suo valore massimo.
Inoltre va segnalato che al crescere del tempo di scatto la sincronizzazione può perdere efficacia e quindi se in teoria è possibile scattare anche con tempi pari ad 1/8000, vi consiglio vivamente di controllare comunque il risultato finale, per essere certi che il risultato ottenuto sia accettabile.
Manco a dirlo, questa funzione impatta in modo non trascurabile la durata delle batterie, visto che vengono emessi diversi lampi.


Le diverse case costruttrici poi possono offrire diverse altre funzionalità, tramite cui è possibile avere altri usi dei flash.


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