Tempo di sincronizzazione flash per flash a slitta ed esterni

     Usare un flash può dare molte soddisfazioni, usarne più di uno permette di essere anche molto creativi, ma c'è un argomento che DEVE essere chiarissimo prima anche di immaginare di usare un flash: il tempo di sincronizzazione.
Un flash è caratterizzato dalla durata del lampo, che è l'unica fase temporale in cui è acceso, per il resto del tempo è infatti spento. Ma quanto dura l'intensità del lampo? Beh la risposta è dipende
Dipende da quanto vogliamo far stare accesa la lampada del flash, cioè dipende da quanto vogliamo intenso il lampo. Se scattiamo a piena potenza il lampo del flash durerà molto, mentre durerà poco se scattiamo al minimo della potenza. Considerando che ad esempio un flash come il Nikon SB800 può funzionare fino ad 1/128 della piena potenza, si comprende come la questione della durata del lampo non sia un argomento da dover affrontare così delicatamente. Parliamo di cambiamenti notevoli nella durata, infatti sempre da manuale del Nikon SB800 abbiamo che la durata varia da 1/1050 sec a piena potenza, fino a 1/41600 sec ad 1/128 della potenza, cioè la durata del lampo dura praticamente 40 volte meno...
Sono tempi indubbiamente rapidi non ci piove, tant'è che al più parliamo di 1 millesimo di secondo.

Immaginiamo però ora di montare il flash sulla nostra fotocamera, ad esempio una Nikon D800 e iniziamo a riflettere su cosa significa scattare col flash. La nostra sorgente artificiale di luce resta accesa per al più 1 millesimo di secondo, quindi verrebbe da pensare che se vogliamo avere la flashata che illumina tutta la foto, il nostro tempo di scatto debba essere almeno pari a 1/1000. Immaginiamo infatti di lavorare a piena potenza, col lampo che dura appunto 1/1050 sec, se scegliamo un tempo pari ad 1/4000 sulla nostra fotocamera, lo abbiamo scelto troppo veloce, perché l'otturatore si chiude molto prima che la flashata sia terminata. Sembrerebbe quindi che si debba scegliere un tempo che sia pari alla durata del nostro lampo o più lento... ma non è così
Bisogna ripensare a come funziona infatti un otturatore e ricordarci che esiste un tempo molto particolare in cui l'otturatore resta tutto aperto, prima che la seconda tendina inizi a muoversi. Immaginiamo di scattare ad 1/1000 di secondo, in base a quanto detto nel topic linkato sull'otturatore, abbiamo una fessura che scorre lungo tutto il fotogramma. Parte quindi la prima tendina e dopo poco tempo parte la seconda, prima che la prima sia arrivata a fondo corsa. Se usiamo questo tempo di scatto di 1/1000 abbiamo la nostra flashata che viene presa senza problemi, peccato però che parte della foto non verrà illuminata dal flash, perché l'otturatore ancora non si è aperto tutto.
Visto che il lampo del flash è rapido ed è un fenomeno che non si ripete (a meno degli strobo), occorre usare un tempo tale per cui l'otturatore sia tutto aperto, quindi prima tendina giù e seconda tendina che ancora non è partita. Se il lampo del flash si genera in queste condizioni, la sua luce la vedremo su tutto il sensore e quindi tutta la foto sarà illuminata dalla luce del flash.
Il tempo di sincronizzazione dipende dalla macchina fotografica specifica che si sta usando, ad esempio nelle Nikon è pari ad 1/250 e nelle Canon è 1/200, nelle analogiche a tendine orizzontali è di 1/60.
Va conosciuto quello del proprio modello per essere certi di usare correttamente il flash.

Il titolo del topic però intende indicare una distinzione tra flash a slitta e flash esterni, andiamo a vedere perché...
Se si sta usando un flash da studio come ad esempio il Prolight Equipment S/600 con la nostra Nikon D800, abbiamo due marche diverse che stanno dialogando tra di loro e quindi non ci possiamo aspettare "un'intesa" al 100%. Più in generale i flash da studio sono piuttosto rigidi sul tempo di sincronizzazione, ovvero se non lo si rispetta, si avranno delle foto con un'illuminazione non corretta, non uniforme su tutta la foto, esattamente come descritto prima. Con i flash esterni quindi è necessario rispettare il tempo di sincronizzazione del flash e anzi, a volte alcuni trigger potrebbero anche ridurlo. Ad esempio se si usa lo Yongnuo RF-603N il tempo di sincronizzazione scende per Nikon ad 1/200, dovuto questo ad un ritardo di trasmissione che va compensato aumentando leggermente (parliamo di 1/3 di stop) il tempo di scatto.

Se invece stiamo usando un flash a slitta, allora possiamo anche valicare il limite del tempo di sincronizzazione, visto che questi flash permettono di lavorare anche a tempi più rapidi. Si avete letto bene, è proprio così, il tempo di sincronizzazione può essere anche più veloce.
Va detto che ogni marca ha il suo modo di realizzare questa funzione, ad esempio Nikon la chiama FP. Se la macchina fotografica prevede di attivare questa funzione si può usare un tempo anche di 1/500 e lavorare con il flash, sia su camera che controllato in remoto. Sul display del flash verrà mostrata la dicitura "FP"
La cosa è tutt'altro che banale, infatti immaginate che cosa può voler dire nell'utilizzo all'esterno del flash. Se si vuole controllare lo sfocato con un diaframma aperto, il tempo di scatto non è detto che sia sufficiente arrestarlo ad 1/250, anzi se usiamo tanto per avere un'idea la regola del 16, abbiamo che ad ISO100 per usare f/4 occorre un tempo pari ad 1/2000, che è ben oltre 1/250 (tempo di sincronizzazione standard di Nikon)
Per Canon invece ad esempio sul flash 430-EX la funzione va attivata direttamente dal flash e sul display del flash apparirà una lettera H, che indica l'avvenuta attivazione della sincronizzazione rapida.

Ovviamente non tutto è gratis, perché usando questa funzione la massima potenza viene ridotta (ad esempio si arriva ad 1/8 della potenza). Per cercare di ovviare a questo problema si può pensare di accoppiare più flash tra di loro, in modo da poter recuperare un po' la potenza del flash.
Se ad esempio si ragiona in termini di distanza che si può coprire con la funzione FP, considerando il Nikon SB800, a 105mm e 100 ISO FP ha un numero guida pari a 20; dai calcoli si ottiene come distanza, per f/5.6:
Distanza: NG/diaframma --> Distanza = 20/5,6 --> 3,51m

Indubbiamente non è una distanza di pochi centimetri, ma in alcuni casi questo valore potrebbe non bastare. Il tutto va valutato in base al proprio uso specifico

2 commenti:

  1. ciao a tutti, grazie per le onfo, ma io mi sto spaccando la testa su un problema specifico. voglio fermare il movimento dell acqua. ho il primo speedlight 580 ex2 collegato via cavo alla macchina, il secondo speedlight 580 ex2 è in slave di retro al soggetto. lavoro a 1/128 per gongelare al massimo il movimento, ma i due flash non sono in sincro!!!! se pur di poco, continua ad avere due immagini sovrapposte!! qualcuno mi salva! grazie mille pietro

    RispondiElimina