Nell'Officina del Fabbro


DAL FABBRO




Il fabbro, colui che è più forte del ferro, colui che lo piega, lo modella, lo taglia, lo torce.
Sono sempre stato attratto dal mestiere del fabbro e ho anche avuto modo di lavorare, in modo artigianale e senza risultati degni di gloria, il ferro, tanto che ho deciso di rompere gli indugi e di provare a chiedere se un servizio durante una giornata di lavoro in una vera officina poteva essere realizzato.

Siamo a Soriano nel Cimino, vicino Viterbo e qui la caratteristica artigianale del lavoro è ancora molto forte e molto radicata. Si fanno lavori singoli, non ci sono enormi macchinari, sono le mani sapienti che sanno misurare, tagliare, battere, modellare e saldare che danno vita agli oggetti. Gli strumenti del mestiere sono infatti la fresa, l'incudine e il martello, il frullino, il tutto gestito da mani forti e precise e viene subito da pensare che questo tipo di lavoro sia principalmente aggressivo, duro violento.
Entrando invece nell'officina ad inizio giornata trovo una situazione che mi stupisce, dove prima di passare alle maniere forti è importantissimo pianificare il tutto.

Ecco infatti che si misura:



si tracciano le righe da seguire:


e si parla, ci si confronta, per essere certi che tutto sia pronto per iniziare con le maniere forti:



Pronti per partire si inizia a tagliare i pezzi che servono tramite la sega a nastro. Una macchina che in pochi secondi è in grado di ridurre in pezzi della misura desiderata intere stecche di ferro:





I pezzi che sono stati tagliati dalla stecca devono essere raddrizzati. Il pezzo infatti originariamente è lungo e non è dritto. Un occhio esperto sa controllare dove è presente l'imperfezione e con un colpo deciso e secco, riesce a correggerla, ottenendo un pezzo dritto:






Ma Incudine e martello possono essere anche usati con maggiore forza, ad esempio per rifare la punta ad uno scalpello. Il pezzo viene prima messo nella forgia per scaldarlo. La temperatura sale anche nell'ambiente, con una fiamma che punta diretta sui due scalpelli da rettificare:



E il ferro ancora rovente viene subito messo sull'incudine per essere battuto:


Nel mio girovagare nell'officina vengo attratto da un'icona semplice, posta vicino a dei vecchi attrezzi su una parete. Per quanto si sentano battere martelli o troncatrici spezzare barre di ferro, nel posto più lontano da rumori, c'è questo riferimento religioso, che con la sua semplicità fa frenare di colpo ad osservarla. Nel rumore di un'officina, questa parentesi di semplicità non può che catturarmi:


Mentre mi soffermo su questa semplice icona, visto che nell'officina il tempo è denaro, vengo distratto da un rumore inconfondibile, forte e chiaro. Si accendo il motore elettrico di un frullino ed è proprio il caso di dire che si fanno scintille:

Seguito dal crepitio della saldatura:





Il lavoro è lungo, questo cancello non è facile da finire e visto che tra un attrezzo e l'altro e, perché no, anche tra una chiacchiera e l'altra si sono già fatte le 13:00, si sfilano quei guanti che devono proteggere le mani, si posa la maschera e si lascia tutto pronto per ricominciare in pomeriggio



Un grazie speciale a Mario e Toni per la loro disponibilità.

1 commento:

  1. Il fabbro è un mestiere molto antico che richiede dedizione e grande impegno. Lo trovo un lavoro affascinante, che coniuga arte e manualità. La vostra descrizione di una giornata trascorsa in un'officina insieme ad un fabbro vero è piena di magia e riporta la mente ai tempi antichi. Congratulazioni per il vostro blog!

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