L'occhio del fotografo - L'uso della cornice

     Il capitolo che leggiamo insieme di Freeman nel suo libro L'occhio del Fotografo è ora quello dedicato all'uso della cornice, col nome "Doppia Cornice".
L'uso di questo elemento è decisamente importante in fotografia e permette di avere ordine, di suddividere l'inquadratura incastrando gli oggetto a dovere.
L'uso delle cornici è anche detto uso delle quinte, ovvero si richiamano le quinte teatrali, che fanno appunto da cornice alla scena.
Un esempio di cornice che occupa il bordo della foto è ad esempio il seguente, un classico dall'Aventino, lo scatto fatto attraverso il famoso portone dei cavalieri di Malta, dove le siepi fanno appunto da cornice:



Come si vede dalla foto, i bordi della stessa sono un elemento che non fa altro che portare alla cupola stessa, con una prospettiva che le fa rimpicciolire man mano che ci si allontana dal punto dello scatto.
La cornice in questo caso offre anche un riempimento laterale, di zone che avrebbero potuto essere meno utili a focalizzare l'attenzione verso la cupola.

Un altro esempio è il seguente, sempre con San Pietro, che sta volta ho incastrato dentro alla trama di una ringhiera:


Qui la cornice ha sempre lo scopo di quinta, sebbene non interessi tutto il bordo del fotogramma.

Non è detto quindi che le quinte debbano essere necessariamente poste al boro dell'immagine, che occupino cioè solo i bordi della foto stessa, Freeman non a caso mostra nel suo libro esempi che non rispettano questa regola di composizione. E' il caso ad esempio della foto del Ponte di Manhattan, dove il ponte fa da cornice ad un grattacielo, ma è tutt'altro che ai bordi della foto.
Un altro esempio di incastro tra soggetti è dato dalle seguenti 2 foto:




In questi 2 esempi il soggetto è stato incastrato in una trama ed indubbiamente la cosa oltre a farlo spiccare, serve anche a mettere ordine. La cornice quindi, come dice Freeman stesso, serve a dare stabilità, riprendendo il sentimento innato umano di avere il controllo sull'ambiente.

Freeman dà dei consigli sulla forma delle cornici, dando importanza alla loro forma rispetto a quella della foto. Una foto in verticale è il caso che abbia una cornice che si estenda principalmente in questo senso. Questo è il caso della foto al ponte di Manhattan presente nel libro, così come negli esempi presentati precedentemente con mie foto.

Come mostrato dall'autore sul libro e come visto da altri esempi, le cornici servono a dare un senso di ordine e a far spiccare i soggetti, a dargli enfasi, ma nel testo Freeman scrive delle parole molto importanti, ovvero si riferisce al fatto di non abusarne. Eh già, rischiano di essere invadenti in un portfolio o in un servizio, portando poi a noia. Bisogna infatti considerare che la stabilità che portano le cornici potrebbe rendere pesante un lavoro, dandogli più senso di staticità. Freeman non a caso nel suo libro contrappone foto che usano questo espediente con quelle tipiche del fotogiornalismo. Queste foto infatti sono spesso estemporanee, dinamiche, meno costruite per via della rapidità magari dell'evento.

Fermo restando che nessuno vieta l'uso di cornici anche nel fotoreportage, ma immaginate un servizio fatto con tutte foto che sfruttano le cornici... effettivamente rischia di essere talmente pesante, talmente ordinato, da perdere qualsiasi spontaneità.

Come quindi in tutte le cose, ciò che conta è il giusto bilanciamento tra i vari elementi. Va indubbiamente conosciuto il potere di uno strumento come questo, ma anche i suoi possibili effetti collaterali.

E voi delle cornici che uso ne avete fatto finora? Conoscevate questo espediente? Avete esempi da mostrare?

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