Il treppiede: a cosa serve, quando usarlo

     Il treppiede è uno strumento molto utile in fotografia, che permette di realizzare diversi generi fotografici. Il primo uso, quello più diffuso e quello più noto è quello di riuscire a permettere l'utilizzo di tempi di scatto decisamente lunghi, che sono ben oltre il tempo di sicurezza (dell'ordine di secondi), ma il treppiede viene anche usato in studio per la realizzazione di scatti di still life (fotografia ad oggetti) in modo tale da poter scegliere accuratamente l'inquadrature o ancora il treppiede (e anche il monopiede) viene usato a bordo campo dai fotografi sportivi e così via.
In generale un treppiede è costituito, come dice il nome stesso, da 3 zampe più o meno allungabili. Al di sopra delle 3 zampe c'è una testa su cui è possibile fissare la macchina fotografica tramite una vite di dimensioni standardizzate. Come accennato precedentemente c'è anche il monopiede, che non è altro che un treppiede con una zampa sola, che quindi va retto dal fotografo.
Un treppiede va preso in funzione dell'uso che se ne fa, valutando in primis il massimo carico che questo può sopportare. Questa caratteristica infatti permette di stare tranquilli quando si va ad agganciare la macchina al treppiede. Nel caso delle compatte ovviamente bastano treppiedi che reggano qualche centinaio di grammi, ma nel caso delle reflex, bisogna seriamente considerare sia il peso del corpo macchina, che il peso dell'ottica che si userà. Facciamo un esempio con dei numeri, ipotizzando che Mario abbia una Nikon D7000 con un 16-85/3.5-4.5VR e che Luigi abbia una Nikon D3x con un 24-70/2.8 e che entrambi abbiano bisogno di un treppiede. Il peso complessivo dell'attrezzatura di Mario è pari a:

  • Nikon D7000: 780g
  • Nikon 16-85/3.5-5.6VR: 485g
  • TOTALE PESO: 1,265 kg
Il totale invece dell'attrezzatura di Luigi è pari a:
  • Nikon D3x: 1220g
  • Nikon 24-70/2.8: 900g
  • TOTALE PESO: 2,120 kg
Per Mario andrebbe benissimo quindi un treppiede che abbia una portata massima di 1,5kg, mentre sarebbe del tutto insufficiente per Luigi, che dovrebbe averne uno che regga almeno 2,5kg.
Il dato del carico massimo è sempre fornito dal costruttore nelle specifiche tecniche dell'oggetto.

Altra considerazione importante da fare è quella delle dimensioni: dove viene stipato? Quanto alto deve essere? Le esigenze ad esempio di un fotografo di architettura possono essere completamente diverse da quelle del fotografo escursionista di trekking che ripone il treppiede nello zaino. Anche qui bisogna valutare attentamente quanto riportato dal costruttore, sia in termini di altezza massima da aperto, che di altezza massima da chiuso, in modo da poter verificare se i cm offerti sono sufficienti. Di solito comunque più un treppiede è generoso di dimensioni e maggiore è il carico massimo che riesce a sopportare, anche se non una regola scritta, generalmente il mercato è orientato in questo modo.

I treppiedi hanno poi un altro elemento importantissimo che è la testa. La testa è il luogo su cui si aggancia la macchina fotografica e ne esistono di tanti tipi diversi. Esiste ad esempio la testa a sfera:











Questa testa si ferma con una vite, svitando la quale è possibile muoversi liberamente in tutte le direzioni, fissando quella finale riavvitando la vite.
Ci sono poi le teste con più movimenti, ad esempio a due o tre movimenti, che permettono di inclinare verso l'alto o il basso la macchina fotografica e di ruotarla in verticale:




















Esistono poi le teste a tre movimenti che permettono una rotazione completa lungo i tre assi x,y,z controllabili singolarmente:




















Ce ne sono poi tante altre, questi sono soltanto alcuni esempi di teste. Il mercato offre tantissime alternative, per tutti i costi e per tutti gli usi. Gli esempi di teste che abbiamo visto nelle immagini precedenti sono legate a treppiedi su cui la testa si può montare a parte, ma molti modelli hanno una testa fissa, non smontabile o sostituibile. Questi treppiedi sono generalmente quelli che costano meno, già pronti all'uso ma non per questo meno validi qualitativamente.

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